Un primo bilancio sul tanto discusso bonus vacanze. Tra opportunità e problematiche.

Il turismo è sicuramente uno dei settori più duramente colpiti dalla crisi economica provocata dal lockdown.
Confturismo-Confcommercio ha stimato, solo per il periodo marzo-maggio 2020, un calo nelle strutture ricettive di oltre 31,5 milioni di presenze con una perdita di giro d’affari di poco inferiore a 7,5 miliardi. Come ha dichiarato il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta Il turismo è il settore più esposto perché rischia una falsa partenza, una riapertura senza clientela. Per questo ci sarà un contributo per le vacanze degli italiani in Italia. La platea sarà definita in base al reddito.

Una delle misure a favore del turismo presente nel decreto rilancio è il Tax credit vacanze Art.176 del DL 34/2020. Il Governo ha stanziato 1.7 miliardi di euro per questa manovra che interessa più di otto milioni di persone. La misura ha un duplice obiettivo: aiutare le famiglie e le strutture ricettive messe in ginocchio dal lockdown. Questo beneficio è un incentivo per le famiglie con un reddito medio-basso che quest’estate vorrebbero andare in vacanza, per orientarle verso destinazioni domestiche potendo utilizzare il bonus per il pagamento di servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive, da agriturismi e bed & breakfast.

Gli italiani non hanno voglia di rinunciare alle vacanze, anche se con dei cambiamenti rispetto agli scorsi anni. Ora che il periodo di lockdown è terminato gli italiani iniziano a pensare a dove trascorrere le vacanze e a ritornare pian piano alla normalità pur sempre mantenendo norme di precauzione e sicurezza per evitare nuovi contagi.

Come funziona?

Il bonus può essere utilizzato da un solo componente per ciascun nucleo familiare anche diverso dalla persona che ha richiesto il bonus. Il bonus deve essere usato in un’unica soluzione, senza possibilità di frazionamento.

L’importo del bonus si traduce per l’80% in uno sconto immediato per il beneficiario mentre il restante 20% in credito d’imposta nella dichiarazione dei redditi del 2020.

L’albergatore verrà rimborsato attraverso il credito d’imposta. Non potrà quindi beneficiare di liquidità immediata ma potrà utilizzare il credito in compensazione e senza limiti, potrà cederlo a terzi, anche diversi dai propri fornitori di beni e servizi, nonché a istituti di credito o intermediari finanziari.

Per ottenere il bonus non occorre stampare nulla e la richiesta avverrà tramite un’apposita app messa a disposizione dall’Agenzia entrate denominata IO, l’app dei servizi pubblici e basterà mostrare il bonus all’albergatore.

Mentre la richiesta del bonus deve essere fatta solo ed esclusivamente tramite l’app IO, la prenotazione può essere fatta solo o direttamente presso la struttura o tramite agenzie di viaggio e tour operator e sono categoricamente esclusi dalla possibilità di usufruire del bonus i portali di prenotazione online con transazione (per esempio Booking.com, Airbnb, ecc).

Gli alberghi e le strutture ricettive in Italia non sono obbligati ad accettare il bonus vacanze. Per semplificare la fase di ricerca e promuovere l’uso del bonus, Federalberghi ha deciso di portare l’elenco di strutture (tra i 28mila soci) che aderiscono al bonus vacanze sul sito italyhotels.it.

Per aderire al programma l’albergatore dovrà rispondere al questionario che Federalberghi ha inviato a tutti i soci, dichiarando di accettare il bonus vacanze. Gli alberghi possono gestire la disponibilità di camere e prezzi, mediante il proprio channel manager e quindi decidere se applicare o meno delle restrizioni. ItalyHotels si può interfacciare con i maggiori operatori, tra cui Vertical Booking, Blastness, ErmesHotels, Booking expert, Ericsof, SimpleBooking, Passepartout e non richiede commissioni di vendita alle aziende associate a Federalberghi.

L’utilizzo della piattaforma è molto semplice, basta inserire le date in cui si vuole viaggiare, scegliere la destinazione e verificare le disponibilità degli hotel che accettano il buono.

Chi ha aderito?

Da un’indagine svolta del Corriere della Sera, solo il 4% degli alberghi in tutta Italia ha aderito all’agevolazione, la regione con il più alto numero di hotel disponibili è l’Emilia-Romagna, con più di 230 strutture. Sono circa un centinaio quelle disponibili in Toscana, una sessantina in Sicilia e in Liguria, circa 30 in Sardegna.

Il deterrente che ha spinto molte strutture a non aderire al bonus, probabilmente è l’uso del credito d’imposta come rimborso, in questo momento le strutture hanno bisogno di liquidità

L’albergatore deve acquisire il codice univoco e il codice fiscale dal cliente e inserire i dati nell’apposita area privata dell’Agenzie dell’Entrate.  Se il corrispettivo dovuto è inferiore al bonus, lo sconto e la detrazione sono commisurate al corrispettivo e il residuo non è utilizzabile.

Il bonus di 500 euro per le vacanze in Italia potrebbe essere una buona iniziativa per i contribuenti con reddito basso. L’eventualità di partire per le vacanze senza spendere un euro è una grandissima opportunità anche per l’albergatore. Da una parte, la sua offerta diventa più allettante perché scontata, quindi più famiglie saranno incentivate a prenotare le vacanze grazie al bonus. Dall’altra, pur dovendo applicare lo sconto in fattura, l’albergatore potrà usarlo come credito di imposta oppure girarlo ai suoi creditori, per esempio una banca con cui ha attivo un prestito.

I punti deboli

  • La gestione del credito d’imposta
    Molti operatori turistici temono che la gestione per la fruibilità di tali crediti sia molto complicata e che non risolva il problema della liquidità, da qui quindi la scarsa adesione delle strutture che potrebbe rendere difficoltosa la scelta da parte delle famiglie.
  • L’accesso tramite identità digitale e via App
    Questo, senza fare i conti con il digital divide che esiste nel nostro paese, nonché l’esclusione delle piattaforme di prenotazione online più utilizzate da chi prenota una vacanza.

Nonostante questo strumento, come abbiamo visto, abbia qualche criticità e non faccia impazzire le associazioni di categoria, è importante sfruttarlo e promuoverlo al meglio. Alla fine si faranno i calcoli su quanto effettivamente è stato utilizzato e se avrà prodotto gli effetti desiderati, cioè la ripresa di un comparto, quello turistico, che con la pandemia si è scoperto all’improvviso vulnerabile e senza certezze.